Et Nunc

Teatro danza di strada e fuoco
Di e con: Alberto Cacopardi
Con la collaborazione di Manonuda Teatro.
Elementi scenici: due abiti, tulipani bianchi, acqua, attrezzi infuocati,un velo da sposa,un carillon.

Lo spettacolo nasce con l'intento di esplorare col corpo le diverse dinamiche ed energie presenti in natura. Inizia con il rito del fuoco dove l'artista danza la forza e la follia della fiamma. Successivamente il corpo dell'uomo attraversa lo stato animale: ancestrale, arcaico, istintuale.
Gli attrezzi, infuocati e non, sono utilizzati come elementi che portano l'artista a danzare, giocando con la musica lo spazio e il pubblico.
Nella seconda parte dello spettacolo il danzatore indossa un abito bianco femminile. Con le note di un carillon danza la sottile, delicata, leggera, giovane energia femminile: ispirandosi alla luminosa e precisa forma della luna.
Anche il personaggio femminile danza col fuoco, ora simbolo di passione e di seduzione. Alla fine dello spettacolo viene utilizzato un velo da sposa che rappresenta l'unione: un atto d'amore fra un uomo e una donna.
Il lavoro ha l'intento di portare negli spazi urbani un'atmosfera poetica carica di tensione e di immagini delicate che si trasformano e si susseguono. Lo spettacolo non ha una forma rigida ma cerca di adattarsi ai luoghi valorizzando gli spazi urbani, in tutta la loro poesia.
Sia il pubblico adulto che i più piccoli sono portati a vivere i passaggi dello spettacolo usando la propria immaginazione e il proprio vissuto. Il percorso drammaturgico è semplice ed essenziale; cerca il susseguirsi di emozioni, di immagini concrete e reali.

La ricerca artistica
Credo che nel teatro di strada l'artista abbia la possibilità di mettersi in gioco direttamente col pubblico, senza filtri, la creazione artistica è costantemente colma di respiro, stupore, scoperta. Nella strada la risposta del pubblico è diretta immediata.

L'utilizzo della giocoleria è mezzo per la ricerca del movimento vero,di un gioco vero che racconti una storia, un percorso emotivo. Non ricerco la sola esibizione di un'abilità tecnica.

Ritengo fondamentale nel teatro di strada la fusione dello spettacolo con i luoghi, con la struttura delle piazze, con i suoni che animano lo spazio. Lo spettacolo è profondamente diverso se c'è il sole piuttosto che il buio se il pubblico è composto da trenta persone piuttosto che trecento persone, se il pavimento è liscio o sabbioso. Questa fusione dello spettacolo con lo spazio è la grande opportunità che cerco di sfruttare per cercare di condividere con il pubblico un momento unico, negli istanti che si susseguono.

Il linguaggio artistico dello spettacolo “Et Nunc” nasce dalla necessità di fondere la danza contemporanea, la danza Butoh il teatro di movimento, il clown. L'innocenza e il silenzio del clown sono quegli elementi che ricerco nella danza, sono i mezzi per una presenza sincera e trasparente.


“Tu danzi come senti, con convinzione, non puoi improvvisare senza stupirti di cosa stai facendo”
Atsushi Takenouchi(maestro di danza Butoh)

Poetica
A proposito dell'anima.
Cosa sia l'anima è difficile capirlo, forse è più facile sentirne la presenza nelle cose quando siamo connessi con esse, altre volte si cerca di parlarne, magari cercando di dire cosa non sia anima.
L'anima è tanto reale quanto misteriosa e mistica: va aldilà del tempo e della materia, per quanto noi possiamo percepirla.
E quando sulla scena si tocca l'anima delle cose, allora lo spettacolo diventa un atto misterioso, un rito che celebra il fluire della vita e della morte. E ripone pace fra l'uomo e l'aria, fra l'uomo e la sua paura del trascorrere del tempo.
Attraverso la danza sazio l'urgenza di nutrirmi e godere dell'anima e della poesia, nella loro mistica presenza e manifestazione.
Forse per questo l'atto artistico porta alla creazione di una particolare percezione del tempo che non è più fatta di minuti, bensì di sensazioni ed emozioni che si susseguono, che diventano un'esperienza condivisa.

Alberto Cacopardi "Et Nunc" from Mauro Romanzi on Vimeo.




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